Lo "Stroleghino di
montagna" lega il suo atipico nome alla parola "stroleg"
che nel nostro dialetto significa "zingaro". Veniva consumato
sulle nostre alture da coloro che trascorrevano per lavoro gran parte
della giornata lontano da casa e durante il momento della breve sosta
avevano solo il tempo di gustare qualcosa di sbrigativo. Lo "Stroleghino"
segue un'antica ricetta medioevale che parte dalla selezione attenta della carne. La
macinatura a stampo medio di carne di lombo, filetto, spalla, prosciutto e
grasso tenero di gola è sinonimo di tenerezza. L'impasto viene insaccato
in budelline sottili di maiale; per questo la stagionatura copre un
periodo che varia dai 30 ai 40 giorni.
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